Lo strano caso delle elezioni europee nel Regno Unito in tempo di Brexit


Abstract: Il Consiglio europeo ha subordinato la seconda proroga del termine di recesso previsto dall’articolo 50 TUE all’obbligo per il Regno Unito di partecipare alle elezioni europee del 23 e 26 maggio 2019. Secondo la decisione del Consiglio europeo, l’inosservanza di tale obbligo dovrebbe comportare il termine immediato della proroga e la conseguente uscita del Regno Unito dall’Unione il 31 maggio 2019. La posizione del Consiglio europeo potrebbe sembrare a prima vista conforme alle disposizioni dell’articolo 50, paragrafo 3 TUE, che, prevedendo che i trattati cessino di applicarsi allo Stato interessato al momento del recesso effettivo, sembra stabilire che lo Stato membro, anche nel periodo successivo alla notifica ufficiale di recesso, continui ad essere soggetto a tutti i diritti e gli obblighi derivanti dai trattati, compreso il diritto / dovere di partecipare alle elezioni europee. Le seguenti riflessioni portano a conclusioni diverse da quelle del Consiglio europeo. Da un lato, si sosterrà che l’obbligo di prendere parte alle elezioni europee è legalmente discutibile e comporta notevoli incoerenze da un punto di vista istituzionale. D’altra parte, si osserverà che un’interpretazione dell’articolo 50 TUE alla luce dei trattati, ispirata all’approccio adottato dalla Corte di giustizia nella sentenza Wightman, porta piuttosto ad ammettere la possibilità di una decisione di sospendere la partecipazione dello Stato recedente alle elezioni europee: questa soluzione permetterebbe di preservare il buon funzionamento delle istituzioni, senza pregiudicare i diritti dello Stato e dei suoi cittadini nel caso in cui decidessero di non lasciare l’Unione. 

Abstract: The European Council made the second extension of the withdrawal period provided for in Article 50 conditional on the obligation on the United Kingdom to participate in the European elections of 23-26 May 2019. According to the Council’s decision, failure to comply with that obligation would result in the automatic termination of the extension and the consequent exit of the United Kingdom from the Union on 31 May 2019. The position of the European Council could appear prima facie to be in line with the provisions of Article 50(3), which, by providing that the Treaties cease to apply to the State concerned at the time of actual withdrawal, appears to establish that the Member State, even in the period following formal notice of withdrawal, continues to be subject to all rights and obligations under the Treaties, including the right/duty to participate to the European elections. The following reflections lead to conclusions different from those of the European Council. On the one hand, it will be argued that the obligation to take part in European elections is legally debatable and involves considerable institutional inconsistencies. On the other hand, it will be noted that an interpretation of Article 50 in the light of the Treaties, inspired by the approach taken by the Court of Justice in the Wightman judgment, leads rather to admitting the possibility of a decision to suspend the participation of the withdrawing State in the European elections, and this solution would better preserve the proper functioning of the institutions and would not affect the rights of the State and its citizens in the event that they decide not to leave the Union.

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Photo credit: Alan Cleaver

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