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La partecipazione esterna al mercato interno: ripensare ai modelli di cooperazione economica in Europa con Stati che non intendono aderire al progetto europeo

L’uscita dall’Unione europea del Regno Unito ha costretto le Istituzioni europee a ripensare a strumenti e principi che informano la cooperazione economica con Stati confinanti che non intendono aderire al progetto europeo. L’adesione allo Spazio economico europeo, a cui partecipano L’Unione, i suoi Stati membri e gli Stati membri dell’EFTA (Islanda, Liechtenstein e Norvegia), ad eccezione della Svizzera, consentirebbe ad altri Stati europei ad economia avanzata una forma di partecipazione esterna al mercato interno. Tuttavia, il mercato interno sembra aver perso il suo fascino nell’ultimo decennio. Non solo il Regno Unito, una volta uscito dall’Unione, si è opposto a qualsiasi forma di partecipazione al mercato che limitasse la sua sovranità interna ed esterna, ma anche la Svizzera ha messo in discussione l’attuale intensa cooperazione economica con l’UE ponendo fine unilateralmente ai negoziati dell’accordo sul quadro istituzionale. Dopo otto anni di negoziati, il Consiglio federale svizzero si è rifiutato di firmare il trattato finale che avrebbe dovuto fornire una cornice giuridico istituzionale alla complessa relazione economica UE/Svizzera. Il presente lavoro si propone analizzare il modello dello Spazio economico europeo e le questioni giuridiche connesse alla partecipazione di uno Stato terzo al mercato interno per comprendere le ragioni che ne impediscono un’estensione ai due maggiori partner commerciali dell’Unione. L’analisi della giurisprudenza della Corte di Giustizia e della Corte EFTA porta a concludere che il livello di integrazione raggiunto all’interno dell’Unione europea impedisca una partecipazione esterna al mercato interno senza le limitazioni di sovranità proprie dell’adesione.

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The UK withdrawal from the European Union has forced the European institutions to rethink instruments and principles that inform economic cooperation with neighbouring States that do not wish to join the European project. Membership in the European Economic Area, now participated by the Union, its member states, and EFTA members (Iceland, Liechtenstein and Norway, except for Switzerland), would allow other European States with advanced economies a form of external participation in the internal market. However, the internal market seems to have lost its appeal over the past decade. Not only did the United Kingdom, once it left the Union, oppose any form of market participation that would limit its internal and external sovereignty, but Switzerland also questioned its current intensive economic cooperation with the EU by unilaterally ending the negotiations of the institutional framework agreement. After eight years of negotiations, the Swiss Federal Council refused to sign the final treaty that was supposed to provide an institutional legal framework for the complex EU/Switzerland economic relationship. The purpose of this article is to analyse the European Economic Area model and the legal issues related to the participation of a third state in the internal market in order to understand the reasons that prevent its extension to the Union’s two largest trading partners. The analysis of the case law of the Court of Justice and the EFTA Court leads to the conclusion that the level of integration achieved within the European Union prevents external participation in the internal market without the sovereignty limitations inherent in membership.

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