L’ebook non è un libro


La politica fiscale in materia di libri elettronici introdotta in Francia e Lussemburgo dal 2012 è in contrasto con le regole della concorrenza. Così è quanto stabilito da due recenti sentenze della Corte di giustizia del 5 marzo scorso (causa C-479/13 e C-502/13).

Le sentenze riguardano Francia e Lussemburgo, che hanno fissato rispettivamente un’aliquota ridotta pari al 5,5% e al 3% per i «libri su qualsiasi supporto fisico, inclusi quelli forniti mediante scaricamento» e per i «libri (compresi stampati, fogli illustrativi e materiale stampato analogo…)».

La Corte, infatti, ha accolto i ricorsi proposti dalla Commissione, la quale ha sostenuto che l’applicazione, a partire dal 1° gennaio 2012 da parte dei ricordati  Stati membri, di un’aliquota IVA ridotta anche per i libri digitali o elettronici fosse contraria alla direttiva IVA (2009/47) entrata in vigore il 1° giugno 2009.E’ così giunta a stabilire che i due Stati, proprio per l’applicazione di un’aliquota ridotta, sono venuti meno «agli obblighi incombenti in forza degli articoli 96 e 98 della direttiva 2006/112/CE, del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, come modificata dalla direttiva 2010/88/UE del Consiglio, del 7 dicembre 2010, letti in combinato disposto con gli allegati II e III della suddetta direttiva e con il regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio, del 15 marzo 2011, recante disposizioni di applicazione della direttiva2006/112».

La Corte arriva a detta conclusione sulla base della considerazione che l’allegato III alla direttiva IVA costituisce una deroga al principio secondo cui gli Stati membri applicano un’aliquota IVA normale alle operazioni soggette a detta imposta e, dunque, va interpretato restrittivamente (cfr. sentenza Corte di giustizia, causa C-360/11, 17 gennaio 2013, Commissione c. Spagna, punto 18). Va infatti ricordato che l’allegato III menziona espressamente, al suo punto 6, nella categoria delle prestazioni che possono essere oggetto di aliquote IVA ridotte, la «fornitura di libri su qualsiasi supporto fisico».

Detto supporto fisico deve però essere, secondo la Corte, parte integrante del libro. Infatti, se è pur vero che un libro elettronico necessita, per poter essere letto, di un supporto fisico (quale  ad esempio un computer), un simile supporto non è tuttavia fornito con il libro elettronico, cosicché l’allegato III non può includere, nel suo ambito di applicazione, la fornitura di tali libri. Tale fornitura, quindi, non può essere considerata come una «cessione di bene», poiché il libro elettronico non può essere qualificato come un bene materiale, ma rappresenta una «prestazione di servizi per via elettronica», ai sensi dell’art. 98, c. 2: e detto articolo esclude ogni possibilità di applicare un’aliquota IVA ridotta.

Il problema è ancora più attuale per l’Italia, poiché dal 1° gennaio 2015, mediante la Legge di Stabilità, l’aliquota del 22% applicata ai libri digitali o ebook è stata ridotta al 4 %, come per i libri di carta. Dunque, anche l’Italia potrebbe essere sottoposta ad una procedura d’infrazione da parte della Commissione.

Le due sentenze della Corte hanno sollevato immediatamente grandi preoccupazioni. Tant’è che già nello stesso giorno della loro pubblicazione gli editori italiani e altre associazioni europee e internazionali di categoria (tra le quali la Federazione degli Editori Europei-FEP, la Federazione delle associazioni europee degli scrittori-EWC e la Federazione europea e internazionale dei librai-EIBF) hanno inoltrato una lettera aperta, sottoscritta anche in Italia dal presidente dell’Associazione Italiana Editori-AIE Marco Polillo, al presidente della Commissione Junker, al presidente del Parlamento europeo Schulz e al presidente del Consiglio europeo Tusk, chiedendo di intervenire sulla direttiva 2006/112/CE per eliminare la stortura che penalizza lo sviluppo del libro e la lettura nell’intero continente, ostacolandone l’adeguamento al progresso tecnologico, ritenendo che il valore di un libro non dipenda dal suo formato o dal modo in cui i lettori vi accedano.

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