L’editoriale del mese

Le dinamiche della “diplomazia consiliare” nell’Unione europea tra consensus e astensioni

Questo studio pone in evidenza alcuni profili dell’attività interna al Consiglio che hanno carattere schiettamente diplomatico. I rapporti tra i membri di questa istituzione si svolgono infatti tra delegati governativi che agiscono sulla base di istruzioni ricevute dagli esecutivi nazionali. Sta quindi alla Presidenza semestrale il compito di mediare tra le posizioni dei vari governi, che spesso esprimono interessi nazionali non sempre coincidenti tra loro. I lavori consiliari hanno chiaramente una dinamica diversa a seconda che si tratti di adottare con votazione un atto tipico, di approvare per consensus uno strumento atipico (conclusioni) o di procedere a un dibattito intergovernativo (dialogo sullo Stato di diritto). Questo studio si sofferma quindi sulle ricadute giuridiche che può avere la scelta di presentare un’obiezione, di dichiarare la propria astensione, o infine – come si è verificato di recente – di assentarsi al momento della deliberazione.

This study focuses on certain profiles of the Council’s internal activities, which are clearly diplomatic in nature. Relations among the members of this institution take place between government delegates acting on the basis of instructions received from national executives. It is therefore up to the Presidency to mediate between the positions of different governments, which often express national interests that do not always align. The Council’s work has a different dynamic depending on whether it involves the adoption of a typical act by vote, the adoption of an atypical instrument (conclusions) by consensus or an intergovernmental debate (rule of law dialogue). This study then discusses the legal implications of the choice to object, to abstain or, as has recently been the case, to be absent during the deliberations.

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