Fondo di aiuti europei per gli indigenti: un programma d’intervento sociale dell’UE a favore delle persone più povere

Nella seconda metà di dicembre, la Commissione europea ha approvato otto programmi nazionali che potranno beneficiare del Fondo di aiuti europei per gli indigenti (FEAD). Gli Stati beneficiari sono Spagna (€563,4 milioni), Grecia (€280 milioni), Portogallo (€176,9 milioni), Croazia (€36,6 milioni), Irlanda (€22,7 milioni), Finlandia (€22,5 milioni), Lussemburgo (€4 milioni), Danimarca ( €3,9 milioni). Questi programmi si aggiungono a quelli finanziati dallo stesso FEAD con decisione dell’11 dicembre 2014 a favore della Repubblica Ceca (€23,3 milioni), Cipro (€3,9 milioni), Ungheria (€93,8 milioni), Italia (€670 milioni), Malta (€4 milioni), Slovacchia (€55,1 milioni), Lituania (€77 milioni) e con decisione del 4 dicembre 2014 a quelli di Lituania (€41 milioni), Austria (€18,03 milioni), Romania (€441 milioni), Belgio (€73,8 milioni), Olanda (€3,9 milioni), Polonia (€473,36 milioni), Estonia (€8 milioni), Slovenia (€20,5 milioni), Bulgaria (€104,8 milioni). La Francia, nel mese di luglio 2014, è stato il primo Paese membro a beneficiare di un contributo dal FEAD di 499 milioni di euro. Ciascun Paese contribuisce al rispettivo programma nella misura di almeno il 15% mediante cofinanziamenti nazionali.

Il FEAD è stato previsto dal regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013 (recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca) e formalmente istituito dal regolamento (UE) n. 223/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 marzo 2014. Il programma è stato lanciato nel gennaio 2014 con un budget di 3,8 miliardi di euro per il periodo 2014-2020. Il sistema prevede che gli Stati membri richiedano un finanziamento per sostenere iniziative volte a erogare agli indigenti prodotti alimentari, indumenti e altri beni essenziali (ad esempio, calzature, sapone e shampoo). La Commissione approva i programmi nazionali elaborati dagli Stati membri che provvedono poi ad erogare l’assistenza mediante le organizzazioni partner, spesso non governative. Un approccio analogo è già in uso per i fondi di coesione. I Paesi possono scegliere il tipo di aiuto (generi alimentari o assistenza materiale di base, oppure una combinazione di entrambi) che desiderano prestare, a seconda della propria situazione, e come ottenere e distribuire gli articoli acquistando direttamente il cibo e i beni e fornirli alle organizzazioni partner, oppure finanziando queste ultime affinché provvedano agli acquisti. Le organizzazioni partner hanno anche il compito di svolgere attività di base finalizzate all’integrazione sociale. In Italia, la gestione del piano viene fatta dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA). L’assistenza fornita con il FEAD risulta preordinata a soddisfare le esigenze di prima necessità delle persone ma anche a favorire l’uscita di queste ultime dalla povertà e dall’emarginazione in modo da potersi avvicinare al mercato del lavoro e quindi beneficiare delle misure d’integrazione sociale sostenute dal Fondo sociale europeo (FSE).

Il FEAD ha sostituito il Programma europeo di distribuzione di alimenti alle persone indigenti (PEAD) creato nel 1987 per consentire agli Stati membri di utilizzare le eccedenze agricole a disposizione come aiuto alimentare alle persone indigenti. Il programma non era un intervento di carattere sociale ma, più semplicemente, un meccanismo di sostegno dei prezzi dei prodotti agricoli, previsto nell’ambito della politica agricola comune (PAC). Nel corso degli anni, l’utilizzo delle eccedenze alimentari tramite il PEAD è diventato uno strumento fondamentale per le organizzazioni che forniscono prodotti ai soggetti più svantaggiati della società. Pertanto, la Commissione ha cominciato a predisporre dei “piani annuali” di attribuzione agli Stati membri di risorse per la fornitura di derrate alimentari a beneficio degli indigenti, mettendo a disposizione degli Stati anche delle somme, prelevate dai fondi agricoli, per poter acquistare i prodotti temporaneamente indisponibili nelle scorte. Nel contempo, le riforme della politica agricola comune hanno notevolmente ridotto le eccedenze e, tendenzialmente, posto in equilibrio i mercati europei dei prodotti agricoli. Così, il meccanismo originariamente pensato ha mutato progressivamente natura e obbiettivi: nato come strategia PAC era diventato un intervento di carattere sociale. L’utilizzo distorto del programma veniva denunciato dalla Germania dinnanzi al Tribunale in un ricorso presentato il 23 dicembre 2008. Con sentenza del 13 aprile 2011 i giudici, pur salvaguardando tutti gli stanziamenti effettuati fino ad allora, annullavano l’art. 2 e l’allegato II del regolamento (CE) 3 ottobre 2008, n. 983, con cui la Commissione adottava il piano annuale di riparto delle risorse da destinare alle forniture di derrate alimentari agli indigenti per il 2009, perché quel piano non rispondeva più agli obbiettivi PAC ma costituiva, in realtà, un elemento di politica sociale violando così il regolamento (CE) del Consiglio del 22 ottobre 2007, n. 1234, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli o più precisamente quanto disposto dell’art. 27 del base giuridica per l’adozione dei piani di riparto. Questa sentenza e il previsto esaurimento della disponibilità di eccedenze dei prodotti agricoli nel periodo 2011-2020, hanno indotto la Commissione ad interrompere il PEAD a fine 2013 e a istituire il FEAD. Per evitare l’interruzione dei flussi di derrate alimentari agli indigenti, il regolamento ha previsto che le spese sostenute dagli Stati membri per fornire derrate alimentari agli indigenti siano ammissibili già dal 1° dicembre 2013, cioè dal giorno successivo alla fine del programma PEAD.

Il FEAD è indubbiamente una significativa manifestazione di solidarietà dell’UE che rappresenta anche un contributo funzionale a raggiungere uno degli obiettivi descritti all’interno del programma “Europa 2020” ovvero quello di ridurre il numero di persone in situazione o a rischio di povertà e di esclusione sociale di almeno 20 milioni.

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