Un nuovo obbligo di rinvio pregiudiziale e la soluzione della Judicial Kompetenz-Kompetenz (?). Riflessioni a partire dalla sentenza Commissione/Polonia (Contrôle ultra vires de la jurisprudence de la Cour de justice par une cour constitutionnelle)

Il lavoro prende in analisi due profili, meno attenzionati ma altrettanto rilevanti, della pronuncia nella causa C-448/23, Commissione/Polonia (Contrôle ultra vires de la jurisprudence de la Cour de justice par une cour constitutionnelle), relativi, rispettivamente, all’obbligo di rinvio pregiudiziale ex art. 4, par. 2, TUE e al monopolio interpretativo della Corte sulle competenze dell’Unione. Dopo un sintetico richiamo alle ipotesi di obbligo di rinvio finora riconosciute dal Trattato e dalla giurisprudenza della Corte, il presente contributo intende dimostrare come il giudice dell’Unione abbia effettivamente introdotto un nuovo motivo che impone ai giudici nazionali di interrogarla in via pregiudiziale, ovvero quando questi ritengano che l’interpretazione di una norma primaria dell’Unione possa pregiudicare il rispetto dell’identità nazionale di cui all’art. 4, par. 2, TUE. Successivamente, l’analisi si sofferma sulle statuizioni della Corte in merito alla c.d. Judicial Kompetenz-Kompetenz e mette in evidenza come essa sembri essersi attribuita la titolarità esclusiva a interpretare le competenze dell’Unione a discapito degli organi giurisdizionali nazionali, sollevando rilevanti interrogativi quanto agli effetti di tale orientamento sulle relazioni con gli ordinamenti interni e sul ruolo delle relative Corti costituzionali. In chiusura, alcune considerazioni critiche sono dedicate alle due novità sviluppate dalla Corte e, in particolare, alle prospettate esigenze che ne hanno giustificato l’introduzione.

Per visualizzare l’articolo clicca qui.

The article examines two aspects of the CJEU judgment in Case C-448/23, Commission v Poland (Contrôle ultra vires de la jurisprudence de la Cour de justice par une cour constitutionnelle), which have received comparatively limited attention but are nonetheless of significant importance, relating respectively to the obligation to make a preliminary reference under Article 4(2) TEU and to the Court’s interpretative monopoly over the competences of the Union. Following a brief overview of the situations in which a duty to refer has hitherto been recognised by the Treaties and the Court’s case law, the present contribution seeks to demonstrate that the Court of Justice has introduced a new ground requiring national courts to submit a preliminary reference, namely where they consider that the interpretation of a provision of primary EU law may jeopardise respect for national identity under Article 4(2) TEU. The analysis then turns to the Court’s statements concerning the so-called Judicial Kompetenz-Kompetenz, highlighting how the Court appears to have claimed exclusive authority to interpret the competences of the Union, to the detriment of national courts. This development raises significant questions as to its implications for the relationship with domestic legal orders and for the role of national constitutional courts. The article concludes with some critical reflections on these two developments, with particular regard to the underlying justifications advanced for their introduction.

To read the full article click here.