Temporary protection and EU refugees: stretching protection, testing fragile trust. The recalibration of EU asylum law from Ukrainian displacement to intra-EU asylum
Il contributo indaga le implicazioni costituzionali di due fenomeni del diritto d’asilo europeo che, a prima vista, appaiono distinti: da un lato, l’attivazione della protezione temporanea a favore delle persone in fuga dall’Ucraina; dall’altro, la tendenza di certi cittadini europei a presentare domande d’asilo in uno Stato membro. Si sostiene che la protezione temporanea abbia ridefinito il paradigma europeo dell’asilo, sospendendo la consueta logica di Dublino e inaugurando una inedita forma di solidarietà tra gli Stati membri, ancorata nella fiducia reciproca. Il lavoro esamina i tratti salienti della protezione temporanea alla luce della recente giurisprudenza della Corte di giustizia con particolare attenzione al rapporto tra protezione temporanea e internazionale. L’analisi si sposta poi sul versante interno, interrogandosi se la cittadinanza dell’Unione possa davvero escludere le esigenze di riconoscimento dello status di rifugiato nell’ordinamento dell’Unione. Congiuntamente, questi sviluppi fanno emergere tensioni strutturali che attraversano le fondamenta della protezione nell’Unione.
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This Article examines the constitutional implications of two seemingly distinct developments in EU asylum law: the activation of temporary protection for persons displaced from Ukraine and the emergence of asylum claims by some EU citizens within the Union. It argues that temporary protection has stretched the EU protection paradigm by suspending the ordinary Dublin logic and introducing an unprecedented degree of solidarity among Member States grounded in mutual trust. The Article explores various feature of temporary protection through an analysis of recent case law of the Court of Justice, including on the evolving relationship between temporary and international protection. It then assesses whether EU citizenship can preclude needs for refugee status within the Union. Taken together, these trajectories expose structural tensions inherent in the architecture of protection in the EU legal order.
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