Resisting the Transplant: Why the EU Must Preserve IPRED’s Rule-Based Proportionality in IP Enforcement

Il contributo analizza l’efficacia della Direttiva 2004/48/CE (IPRED) nel creare un quadro armonizzato per la tutela civile dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) nell’Unione europea. La ricerca pone al centro il principio di proporzionalità quale meccanismo di controllo dei rimedi, specialmente per le azioni inibitorie. Attraverso un’analisi comparatistica, l’articolo contrappone l’architettura dei rimedi dell’UE, basata su regole codificate, al modello statunitense post-eBay, fondato sulla discrezionalità equitativa. Vengono esaminati sviluppi giurisprudenziali chiave, incluse le sentenze della Corte di giustizia sulla responsabilità degli intermediari, il protocollo Huawei v ZTE per i brevetti essenziali (SEP) e la nascente giurisprudenza della Corte Unificata dei Brevetti (CUB). Lo studio sostiene che l’importazione di test discrezionali di stampo statunitense sia superflua e potenzialmente destabilizzante. Il contributo conclude che l’attuale modello UE, bilanciando i diritti di esclusiva con salvaguardie di proporzionalità, garantisce certezza del diritto e promuove l’innovazione.

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The paper evaluates the efficacy of Directive 2004/48/EC (IPRED) in harmonizing the civil enforcement of intellectual property rights (IPR) within the European Union. It focuses on the proportionality principle as a foundational steering mechanism for remedies, particularly permanent and preliminary injunctions. Through a comparative analysis, the study contrasts the EU’s rule-based remedial architecture with the United States’ post-eBay framework, which relies on broad equitable discretion. The analysis covers critical jurisprudential developments, including CJEU rulings on intermediary liability, the Huawei v ZTE protocol for standard-essential patents (SEPs), and the Unified Patent Court’s (UPC) emerging proportionality jurisprudence. The author argues that importing US-style discretionary tests into the EU is unnecessary and potentially disruptive. Instead, the paper concludes that the current EU model – tempering statutory entitlements with targeted proportionality safeguards – effectively ensures legal certainty and supports innovation-driven growth.

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