Primato del diritto dell’Unione europea e identità nazionale nella sentenza Commissione c. Polonia del 18 dicembre 2025
Il presente contributo analizza la sentenza resa dalla Corte di giustizia in Commissione c. Polonia il 18 dicembre 2025: essa ha accertato che la Repubblica di Polonia ha violato gli obblighi in materia di primato del diritto dell’Unione, uniforme applicazione, effettività e tutela giurisdizionale effettiva. L’esame si propone di inquadrare il ricorso di infrazione promosso dalla Commissione europea secondo una duplice direttrice: lo studio del rapporto tra primato del diritto dell’Unione, identità nazionale ex art. 4 par. 2 TUE e principio di attribuzione si lega alla riflessione sugli sforzi di ripristino del rule of law in Polonia e alla possibilità di ascrivere la giurisprudenza costituzionale polacca alla più ampia tendenza nazionale di contestazione al primato del diritto UE, principio caratterizzante dell’ordinamento sovranazionale.
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The contribution analyses the judgment issued by the Court of Justice on December 18th, 2025 in European Commission v. Poland: the case concerns the failure of the Republic of Poland to fulfil obligations under the general principles of primacy, uniform application of EU Law, and effective judicial protection deriving from Art. 19 TEU. The analysis aims at framing the infringement proceeding brought by the European Commission on two fronts: it examines the interplay between primacy of EU Law, national identity under Art. 4 (2) TEU, and the principle of conferral while reflecting on efforts to restore the rule of law in Poland. In that context, the article considers whether it is worth to interpret Poland’s constitutional case law into a broader national trend that challenges the primacy of EU Law as key principle of the European legal order.
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