La violazione delle misure restrittive dell’Unione europea e i nuovi presidi di natura penale: un’analisi de iure condito e de iure condendo tra normativa interna ed europea
Il presente contributo si propone di analizzare il portato giuridico della direttiva (UE) 2024/1226, che ha fissato norme minime comuni relative alla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell’Unione europea. Dopo aver illustrato il quadro giuridico e istituzionale nel cui ambito operano le sanzioni, l’analisi si focalizza sulle novità normative introdotte dalla direttiva in commento, come recepite dagli Stati membri e in particolare dall’Italia.
Il fine ultimo è quello di delineare il nuovo assetto europeo in materia di enforcement degli strumenti repressivi in caso di violazione delle misure restrittive, frutto della necessità di garantire l’efficacia dei regimi sanzionatori dell’Unione mediante un approccio comune in ambito penale, volto a punire in maniera uniforme le condotte violative o elusive di tali misure. In questo contesto, particolare attenzione è riservata alla proposta relativa alla possibilità di estendere le competenze della Procura europea alla violazione delle misure restrittive.
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This paper aims to analyse the legal implications of Directive (EU) 2024/1226, which laid down common minimum standards concerning the definition of criminal offences and penalties for the violation of Union restrictive measures. Having outlined the legal and institutional framework within which sanctions operate, the analysis focuses on the new regulatory provisions introduced by the aforementioned directive, as transposed by the Member States and, in particular, by Italy.
The ultimate goal is to set out the new European framework regarding the enforcement of criminal penalties in the event of breaches of restrictive measures, arising from the need to ensure the effectiveness of Union sanctions regimes through a common criminal law approach, aimed at repressing violations or circumvention of such measures in a consistent manner. In this framework, particular attention is given to the proposal concerning the feasibility of extending the EPPO’s competence to violations of EU sanctions.
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