La prassi delle sanzioni pecuniarie ex art. 260, par. 2, TFUE tra certezza del diritto ed effettività dell’acquis
La Corte di giustizia dispone di un ampio margine di discrezionalità nella determinazione sia dell’an che del quantum delle sanzioni pecuniarie nei procedimenti ex art. 260, par. 2, TFUE. Il lavoro analizza le corrispondenti prassi della Corte e della Commissione, mettendo in rilievo l’approccio non sempre uniforme delle due istituzioni, anche riguardo alle funzioni che la sanzione pecuniaria svolge nell’ordinamento giuridico dell’Unione. In particolare, il recente caso Commissione c. Ungheria evidenzia la propensione dei giudici di Lussemburgo a considerare, nella quantificazione delle sanzioni pecuniarie, anche la lesione dei valori e dei principi dell’Unione in caso di infrazione generale e persistente dell’acquis. Tuttavia, l’articolo osserva che la mancanza di motivazioni più dettagliate sulla determinazione delle sanzioni può compromettere la certezza del diritto, soprattutto quando i calcoli effettuati dalla Corte si discostano sensibilmente da quelli della Commissione, la quale, al contrario, segue formule rigorose e puntuali per quantificare le sanzioni proposte.
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The Court of Justice of the European Union enjoys a broad margin of discretion in determining the an and quantum of financial sanctions in second judgments ex art. 260(2) TFEU when Member States persist in the infringement of EU law. This study examines in detail the practice of the CJEU and the Commission in this regard, the differences in their approaches to sanctions and the functions that sanctions play within the EU legal order. In particular, the recent case of Commission v. Hungary shows its willingness to consider the effect of a general and persistent infringement on EU values and principles when weighting financial penalties. However, the lack of specific detail on how it determines what financial penalties are appropriate can undermine the need for legal certainty, especially when its calculations differ radically from that of the Commission, which instead follows a detailed, rigorous formulas for determining appropriate financial sanctions.
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