Integrazione “negativa” e principi “positivi” del diritto UE in materia tributaria

Se si esclude l’unione doganale, nei Trattati UE il diritto tributario riveste poca importanza ed ha una connotazione “negativa”, data dai limiti alle competenze UE in materia, la quale esprime un’integrazione tributaria sostanzialmente volta ad eliminare gli ostacoli al funzionamento del mercato interno. Tuttavia, si avverte da più parti l’esigenza di una maggiore integrazione tributaria. Per questa ragione, la Commissione Europea nel 2019 ha proposto di superare la regola dell’unanimità, a favore della maggioranza qualificata, nell’ambito della procedura legislativa ordinaria. Inoltre, sempre in una prospettiva di maggiore integrazione, è stata individuata un’altra via: la valorizzazione dei principi, comuni alle tradizioni costituzionali degli Stati membri, della riserva di legge in materia tributaria e della contribuzione secondo capacità contributiva, di cui agli artt. 23 e 53 della Costituzione italiana.

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Except for the customs union, tax law is of little importance in the EU Treaties and has a ‘negative’ connotation due to the limits of EU competence in this area, which expresses a tax integration essentially aimed at removing obstacles to the functioning of the internal market. However, the need for further tax integration is widely felt. For this reason, the European Commission proposed in 2019 to go beyond the unanimity rule in favor of qualified majority in the ordinary legislative procedure. Moreover, still with a view to greater integration, another path has been identified: the enhancement of principles that are common to the constitutional traditions of the Member States, the principle of the rule of law in tax field and the principle of the contribution based on the ability to pay, according to articles 23 and 53 of the Italian Constitution.

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