Il contributo di Paolo Grossi alla Scienza del diritto dell’Unione europea
Il saggio analizza il pensiero di Paolo Grossi in relazione all’ordinamento giuridico dell’Unione europea, mettendo in luce la sua lettura profondamente storica e anti-formalistica del diritto. L’Europa giuridica emerge, nella prospettiva grossiana, come un laboratorio “pos-moderno” in cui si supera la rigidità della modernità giuridica fondata su statualismo e legalismo, a favore di un sistema pluralista, dinamico e intrinsecamente giurisprudenziale. Al centro del discorso si colloca la funzione creativa della Corte di giustizia, protagonista nell’elaborazione dei principi di primato ed effetto diretto, nonché nella progressiva costruzione dei diritti fondamentali come espressione delle tradizioni costituzionali comuni. Attraverso il richiamo alla categoria dell’”invenzione del diritto”, Grossi evidenzia come il diritto dell’Unione non sia il prodotto di una volontà politica unitaria, ma l’esito di una continua elaborazione interpretativa radicata nell’esperienza.
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The essay examines Paolo Grossi’s legal thought in relation to the European Union legal order, highlighting his deeply historical and anti-formalist understanding of law. In Grossi’s perspective, European law appears as a “post-modern” laboratory in which the rigid framework of modern legal thought – based on statism and legal positivism – is overcome in favor of a plural, dynamic, and inherently case-law-driven system. Central to this reconstruction is the creative role of the Court of Justice of the European Union, which becomes the key actor in shaping the principles of supremacy and direct effect, as well as in progressively constructing fundamental rights through the shared constitutional traditions of Member States. By invoking the notion of the “invention of law”, Grossi emphasizes that EU law is not the product of a unified political will, but rather the outcome of an ongoing interpretative process rooted in legal experience.
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