Autonomia dell’ordinamento sportivo e principi dello Stato di diritto europeo: le questioni pregiudiziali del TAR Lazio nelle cause FIGC-CONI
Il contributo esamina le questioni pregiudiziali sollevate dal TAR Lazio nelle cause riunite FIGC-CONI (C-424/24 e C-425/24), aventi ad oggetto la compatibilità del sistema italiano di giustizia sportiva con il diritto dell’Unione europea. In particolare, l’articolo analizza le conclusioni dell’Avvocato generale Spielmann sul rapporto tra autonomia dell’ordinamento sportivo e principio di tutela giurisdizionale effettiva, di cui agli articoli 19, par. 1, TUE e 47 della Carta dei diritti fondamentali.
L’analisi si concentra su tre profili: i limiti al controllo giurisdizionale delle sanzioni disciplinari sportive; la compatibilità delle sanzioni disciplinari sportive con le norme UE in materia di concorrenza e libera circolazione; e la questione, non affrontata dall’Avvocato generale, della conformità delle clausole generali fondate sui doveri di lealtà, correttezza e probità ai principi di legalità e giusto processo.
Il contributo colloca le cause FIGC-CONI nel solco della più recente giurisprudenza della Corte di giustizia, evidenziando la progressiva emersione di un controllo di tipo costituzionale sulla regolazione sportiva.
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This article examines the preliminary references submitted by the Lazio Regional Administrative Court (TAR Lazio) in the joint cases FIGC-CONI (C-424/24 and C-425/24), concerning the compatibility of the Italian system of sports justice with EU law. It analyses Advocate General Spielmann’s Opinion on the relationship between sporting autonomy and the principle of effective judicial protection under Articles 19(1) TEU and 47 of the Charter of Fundamental Rights.
The contribution focuses on three issues: the limits imposed on national courts’ powers to review and annul sports disciplinary sanctions; the compatibility of long-term bans with EU rules on competition and free movement; and the question, left open by the Advocate General, of whether broadly framed disciplinary clauses based on duties of loyalty, fairness and probity comply with the principles of legality and due process.
The article situates the FIGC-CONI cases within the recent case-law of the Court of Justice, highlighting the increasing relevance of EU constitutional standards in the assessment of sports regulation.
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