Alla ricerca del metodo che non c’è: i riconoscimenti di status nell’Unione europea

L’articolo analizza la necessità di definire un metodo unitario di diritto dell’Unione europea per affrontare le controversie sul riconoscimento degli status personali e familiari. A partire dalle conclusioni nel caso Jakub Cupriak-Trojan e Mateusz Trojan c. Wojewoda Mazowiecki, si sottolinea l’attuale imprevedibilità giurisprudenziale che caratterizza questa materia. Si propone pertanto l’adozione di un approccio ancorato alle libertà di circolazione, il quale preveda, in prima battuta, una verifica sistematica circa l’esistenza di un ostacolo alla circolazione e, successivamente, di una sua possibile giustificazione. Tale giustificazione, in ragione del tipo di diritti coinvolti, presuppone il rispetto della Carta dei diritti fondamentali. Da ultimo, viene in rilievo il principio di effettività, come criterio per misurare, in concreto, l’attuazione dei diritti UE. L’analisi propone quindi un modello coerente e replicabile, che inquadri in modo rigoroso e sistematico i riferimenti alle libertà di circolazione e ai diritti fondamentali, e che sia quindi in grado di orientare la giurisprudenza futura e garantire certezza del diritto.

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The article analyses the need to define a uniform method of European Union law to deal with disputes over the recognition of personal and family status. Starting from the conclusions in the Jakub Cupriak-Trojan e Mateusz Trojan c. Wojewoda Mazowiecki case, it highlights the current unpredictability of case law in this area. It therefore proposes the adoption of an approach based on freedom of movement, which provides, first, for a systematic verification of the existence of an obstacle to movement and, second, for its possible justification. Such justification, given the type of rights involved, presupposes compliance with the Charter of Fundamental Rights. Finally, the principle of effectiveness is used as a criterion for measuring, in concrete terms, the implementation of EU rights. The article therefore proposes a coherent and replicable model that rigorously and systematically frames references to freedom of movement and fundamental rights, and is thus capable of guiding future case law and ensuring legal certainty.

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