Vincoli europei ed obblighi internazionali nell’iniziativa legislativa popolare indiretta


L’iniziativa legislativa popolare “indiretta”, assistita da referendum - più nota come proposta sul referendum propositivo – quale risulta dal testo licenziato dalla I Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati, a seguito delle proposte emendative della relatrice on. Fabiana Didona, attualmente all’esame dell’Assemblea di Montecitorio, prevede che l’art. 71 Cost sia novellato aggiungendo, tra l’altro, un quarto comma per il quale il referendumnon è ammissibile se la proposta non rispetta la Costituzione”.

Nella relativa motivazione la relatrice ha rilevato che “individuare come parametro di ammissibilità la Costituzione risolve i problemi interpretativi circa l’individuazione dei limiti di matrice europea e internazionale. Infatti, tale nuovo parametro di ammissibilità risulta comprensivo anche dei ‘vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali’, di cui all’articolo 117, primo comma, della Costituzione”. Conseguentemente, il testo in esame risulta modificato rispetto a quello risultante dall’approvazione, sempre in I Commissione, dell’emendamento 1.80 Forciniti e altri, in quanto è stato espunto il riferimento come limite di ammissibilità ai “principi e dei diritti fondamentali (…) del diritto europeo e internazionale”. Come noto, questa formulazione aveva sostituito quella originariamente figurante nella proposta di legge costituzionale D’Uva e altri (A. C. 1173), per la quale, il referendum non è ammissibile se la proposta non rispetti “i vincoli europei e internazionali”.  CONTINUA A LEGGERE: Vincoli europei ed obblighi internazionali

 

 

image_pdfimage_print

facebooktwittergoogle_plusmailfacebooktwittergoogle_plusmail