Tensioni euro-britanniche: respinto anche il ricorso sulla Tobin Tax


Il 30 aprile 2014 la Corte di giustizia si è espressa nella causa C-209/13, rigettando il ricorso del Regno Unito contro la decisione del Consiglio che autorizza una cooperazione rafforzata su un sistema comune d’imposta sulle transazioni finanziarie (la c.d. “Tobin Tax”, cui partecipano 11 Stati membri dell’Eurozona, tra cui Italia, Francia, Germania e Spagna).

Si tratta di un’ulteriore pronuncia sfavorevole alle posizioni britanniche, dopo quella espressa a gennaio scorso nella causa C-270/12 sui poteri dell’Autorità europea dei mercati finanziari per il controllo delle vendite allo scoperto.

I fronti ancora aperti di questa “battaglia legale” instaurata al Kirchberg sono – ad oggi – quelli relativi ai ricorsi contro il tetto al bonus dei banchieri (causa C-507/13) e le scelte della BCE verso le clearing houses (cause T-496/11, T-45/12, T-93/13).

Nella causa in esame, il Regno Unito non contestava le modalità di autorizzazione della cooperazione rafforzata, ma i suoi futuri effetti. Essi, però, non solo non venivano specificati dall’atto impugnato, che semplicemente autorizza la cooperazione rafforzata, ma sono ancora del tutto ipotetici, poiché ancora manca un atto adottato in attuazione della stessa.

La Corte ha ritenuto il ricorso comunque ricevibile – contrariamente a quanto chiesto dalla Germania, intervenuta a processo – poiché i motivi, ancorché non attinenti all’atto impugnato, erano sufficientemente chiari e precisi per consentire al convenuto di preparare le difese e alla Corte di esercitare il suo controllo. Tuttavia, ha rigettato il ricorso nel merito, in ragione della non rilevanza dei motivi espressi rispetto all’atto impugnato.

Il peso politico di questa sentenza non è, dunque, per nulla definitivo. E’ assai probabile, infatti, che Londra impugnerà anche l’eventuale atto istitutivo della cooperazione rafforzata sulla Tobin Tax, arricchendo questo contenzioso euro-britannico che, in fondo, riflette i contrasti generati dall’intensificarsi dell’integrazione tra i soli Paesi dell’Eurozona.

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