Pubblicate le nuove Raccomandazioni della Corte di giustizia dell’Unione europea relative alla presentazione di domande di pronuncia pregiudiziale


Pubblichiamo di seguito il testo delle nuove Raccomandazioni all’attenzione dei giudici nazionali, relative alla presentazione di domande di pronuncia pregiudiziale, predisposte dalla Corte di giustizia dell’Unione europea e pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 257 del 20 luglio 2018.

Queste Raccomandazioni, dirette a fornire ai giudici nazionali alcune indicazioni pratiche sulla forma e il contenuto di una domanda di pronuncia pregiudiziale, sostituiscono le precedenti, adottate dalla Corte nel novembre 2016.

Le modifiche rispetto alla precedente versione riguardano, in primo luogo, la digitalizzazione delle interazioni tra il giudice nazionale e la Corte, essendo ora formalizzata nelle Raccomandazioni la possibilità di inviare la domanda pregiudiziale per via telematica (in alternativa alla trasmissione per via postale), a condizione che l’invio sia corredato da un testo in formato modificabile «per agevolare la trattazione della domanda da parte della Corte e, segnatamente, la sua traduzione in tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea» (punto 20). Lo stesso è ora previsto anche con riferimento all’invio della domanda di trattazione della causa con procedimento accelerato o d’urgenza, a condizione – anche in questo caso – che sia fornito alla Corte un testo editabile.

In secondo luogo, l’altra rilevante modifica è rappresentata dalla maggiore enfasi data al tema della protezione dei dati personali nell’ambito della trattazione della causa da parte della Corte di giustizia, la quale chiede al giudice a quo di provvedere, ove necessario, all’anonimizzazione dei nominativi delle persone menzionate nella domanda o interessate dal procedimento principale, nonché a occultare gli elementi che potrebbero consentire di identificarle (nello stesso senso si veda il comunicato dello scorso 29 giugno ove la Corte ha annunciato che «per assicurare la protezione dei dati delle persone fisiche coinvolte nelle cause pregiudiziali, garantendo nel contempo l’informazione dei cittadini e la pubblicità della giustizia, la Corte di giustizia ha quindi deciso, per ogni causa pregiudiziale presentata a partire dal 1° luglio 2018, di sostituire con iniziali, in tutti i documenti pubblicati, i nomi delle persone fisiche coinvolte nella causa»).

Infatti, rispetto al passato, dove la Corte poteva (d’ufficio o su richiesta) coprire con l’anonimato le parti del procedimento de quo, le Raccomandazioni ora evidenziano come, a causa dell’uso crescente delle nuove tecnologie dell’informazione e, in particolare, dei motori di ricerca, è «priva di utilità un’anonimizzazione effettuata dopo il deposito della domanda di pronuncia pregiudiziale e, a fortiori, dopo la notifica di quest’ultima agli interessati di cui all’articolo 23 dello Statuto e alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea della comunicazione relativa alla causa considerata» (punto 22).

Raccomandazioni della Corte di giustizia dell’Unione europea, 2018/C 257/01

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