La sentenza Taricco torna davanti alla Corte di giustizia UE: come decideranno i giudici europei?


In un breve intervento  svolto quando si era ancora in attesa della decisione della Consulta in merito alla duplice eccezione di incostituzionalità della legge di esecuzione del Trattato di Lisbona, nella misura in cui consentiva l’immissione nell’ ordinamento italiano dell’art. 325 TFUE come interpretato dalla nota sentenza Taricco, auspicavo che, invece di pronunciarsi immediatamente, la Corte costituzionale operasse un rinvio pregiudiziale ai sensi dell’art. 267 TFUE. Mi sembrava molto opportuno che, prima di decidere, si chiedesse alla Corte di giustizia di fornire i necessari chiarimenti sulla citata sentenza e, se del caso, di correggere quei punti della sentenza che apparivano particolarmente problematici dal punto di vista dell’ordinamento costituzionale italiano.

Con l’ordinanza n. 24/2017, la Corte costituzionale ha effettivamente proceduto in questo modo. La Consulta infatti ha formulato tre questioni pregiudiziali, con le quali viene chiesto alla Corte di giustizia di precisare numerosi punti della sua precedente sentenza.

Come tutti sanno, l’ordinanza n. 24 era molto attesa. Pertanto non meraviglia che molti commenti su tale decisione siano apparsi quasi immediatamente e continuino a moltiplicarsi, compresi numerosi interventi in lingua straniera e su siti e pubblicazioni estere. Ad essa sono stati già dedicati alcuni incontri scientifici, in cui l’ordinanza è stata “vivisezionata” da tutti i possibili punti di osservazione.

In queste circostanze è facile rischiare di ripetere cose già dette da altri. Per limitare il rischio, cercherò di concentrare le osservazioni che seguono sulle questioni pregiudiziale che ha posto la Corte costituzionale e sul possibile modo di rispondere ad esse da parte della Corte di giustizia.

Per leggere l’intero articolo v. L. Daniele, La sentenza Taricco .

 

 

 

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