Al via la conferenza interparlamentare ex art. 13 Fiscal Compact


L’aula di Montecitorio ospiterà, dal pomeriggio del 29 settembre fino all’indomani, la Conferenza interparlamentare prevista dall’art. 13 del Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell’Unione economica e monetaria.

Formalmente mirata alla “discussione delle politiche di bilancio e di altre questioni rientranti nell’ambito di applicazione del [Fiscal Compact]“, la Conferenza costituisce un interessante strumento di controllo e influenza democratica sulle scelte di politica economica e fiscale dell’Unione. Ciò riflette chiaramente un ruolo che già i trattati istitutivi attribuiscono ai Parlamenti nazionali, in particolare ai sensi degli artt. 10, par. 2, e 12 TUE, nonché dei protocolli 1 e 2 – per tacere delle disposizioni specifiche previste nello Spazio di libertà, sicurezza e giustizia. I temi principali oggetto di dibattito saranno, quindi, relativi alla crescita economica (I sessione), alla governance economica dell’Unione (II sessione), al completamento dell’Unione bancaria e al finanziamento dell’economia reale (III sessione) ed al coordinamento delle politiche fiscali (IV sessione).

In realtà, l’imminente Conferenza sarà chiamata altresì a decidere sul proprio regolamento interno. La lettera della norma prevede la partecipazione del “Parlamento europeo e [dei] parlamenti nazionali delle parti contraenti”, lasciando dunque qualche dubbio a proposito delle commissioni parlamentari nazionali chiamate a partecipare e dei rapporti di forza tra di loro e tra esse ed il Parlamento europeo. Da un punto di vista numerico, infatti, le delegazioni che comporranno questa Conferenza non rispettano le proporzioni previste per la composizione del Parlamento europeo, che, peraltro, viene rappresentato da un numero elevato di deputati, però di gran lunga inferiore a quello dei deputati dello Stato membro ospitante. Quanto alla provenienza geografica, invece, la prassi sembra aprire a scenari ben diversi da quelli previsti dalla normativa: sono giunte a Roma anche le delegazioni dei Parlamenti britannico e ceco, che, come noto, rappresentano Stati membri non vincolatisi al Fiscal Compact. Da una forma di integrazione differenziata, pertanto, sembra essere scaturito uno strumento più inclusivo – in linea, peraltro, con lo spirito delle cooperazioni rafforzate e dello stesso Fiscal Compact, che dovrebbero tendere ad avvicinare e non a dividere.

La Conferenza dovrà quindi prendere una posizione anche su questi temi; benché essa abbia solamente un ruolo consultivo e di persuasione indiretta, le regole sulla sua composizione sono fondamentali per capire i giochi di forza all’interno della stessa. Tutti i lavori della Conferenza, in ogni caso, possono essere seguiti in diretta streaming.

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