Gli archivi storici della Corte di giustizia a Firenze e accessibili al pubblico dal 9 dicembre 2015


Con la cerimonia di apertura, avvenuta lo scorso 9 dicembre, degli Archivi  storici della Corte di giustizia dell’Unione europea presso l’Istituto universitario europeo di Firenze, è stato portato a compimento un percorso che trova la propria origine nel regolamento (CEE, Euratom) n. 354/83 del Consiglio del 1 febbraio 1983, norma che aveva imposto alle Istituzioni della Comunità economica europea e della Comunità europea dell’energia atomica di istituire archivi storici rendendoli accessibili al pubblico, dopo la scadenza di trent’anni a decorrere dalla data in cui il documento o l’atto fosse stato prodotto.

Sulla base di una decisione assunta nel 1984 da Parlamento europeo, Consiglio e Commissione e del successivo contratto di deposito stipulato in data 17 dicembre 1984 tra le Comunità europee rappresentate dalla Commissione – da una parte – e l’Istituto universitario europeo di Firenze – dall’altra –, quest’ultimo é stato prescelto quale sede ove depositare gli archivi storici contenenti i documenti delle Istituzioni. Il contratto prevedeva tra l’altro che il governo italiano mettesse a disposizione dell’Istituto, a titolo permanente e gratuito, locali adeguati per ospitare gli archivi.

Successivamente, anche la Corte dei Conti europea, il Comitato economico e sociale europeo e la Banca europea per gli investimenti decisero di depositare i propri archivi presso tale Istituto. Nell’ottica di concentrare l’accesso alla documentazione in un unico luogo, promuovendo la consultazione e stimolando la ricerca sull’integrazione europea, con le recenti modifiche apportate al regolamento n. 354/83 del Consiglio sopra citato, è stato previsto un obbligo per tutte le Istituzioni, ad eccezione della Corte di giustizia dell’Unione europea e della Banca centrale europea (a cui è stata lasciata la facoltà di scelta su base volontaria), di depositare presso l’Istituto  universitario europeo di Firenze la documentazione che fa parte dei loro archivi storici e che sia stata resa accessibile al pubblico.

Sulla base della citata libertà di scelta, la Corte di giustizia dell’Unione europea, con la decisione del 10 giugno 2014, che è stata solo di recente resa nota con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 7.12.2015, in vista della menzionata cerimonia di inaugurazione, ha scelto di rendere pubblici i propri archivi storici, contenenti documenti relativi all’attività degli organi giurisdizionali e dei servizi amministrativi, al pari delle altre Istituzioni, approvando le regole riguardanti il deposito, nonché le modalità di accesso del pubblico.

Tale disciplina è integrata, ai sensi dell’art. 1 paragrafo 2 della decisione, dalle norme della Corte di giustizia, del Tribunale e del Tribunale della funzione pubblica riguardanti le modalità di conservazione e di accesso del pubblico ai documenti detenuti da detti organi giurisdizionali nell’ambito delle loro funzioni, nonché dalla decisione del cancelliere della Corte di giustizia dell’Unione europea.

Prima di accordare l’accesso ad un documento depositato, l’Istituto è tenuto a chiedere l’autorizzazione alla Corte di giustizia dell’Unione europea che, ai sensi dell’art. 2 del regolamento n. 354/83, come modificato, esamina la domanda alla luce delle eccezioni risultanti dal proprio Statuto, con esclusione quindi delle deliberazioni che “sono e restano segrete” (art. 35), ed in particolare delle deroghe relative alla vita privata e l’integrità dell’individuo di cui all’art. 4, par. 1 lettera b) del regolamento (CE) n. 1049/2001, agli interessi commerciali di una persona fisica o giuridica di cui all’articolo 4, par. 2 primo trattino del regolamento n. 1049/2001, ed in conformità al regolamento (CE) n. 45/2001 concernente il trattamento dei dati personali delle persone fisiche.

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