Call for papers “La riforma delle regole processuali del giudice dell’Unione europea”


dip unimilogo centro eurojus

 

La riforma delle regole processuali del giudice dell’Unione europea

The reform of the rules of procedure of the EU Courts

La réforme des règles de procédure du juge de l’Union européenne

Università degli Studi di Milano

Dipartimento di Diritto Pubblico Italiano e Sovranazionale

Sezione di Diritto Internazionale e dell’Unione europea

Cattedre di Diritto dell’Unione europea

16 dicembre 2016 – Milano

CALL FOR PAPERS

1. Contenuti e obiettivi del Convegno

Nel contesto di un’Unione europea chiamata ad affrontare crisi e sfide senza precedenti – dalle difficoltà economiche all’immigrazione, dal possibile recesso di alcuni Stati membri alla conservazione dell’acquis Schengen – anche la Corte di giustizia dell’Unione europea è coinvolta, da alcuni anni, in un processo di riforma tuttora in corso, finalizzato ad offrire un miglior livello di giustizia per l’affermazione (in termini di effettività) dell’ordinamento dell’Unione e dei diritti dei suoi cittadini.

Le norme processuali sono state recentemente oggetto di un’importante riforma diretta a rendere maggiormente efficace l’esercizio del diritto di difesa dei soggetti dell’ordinamento dell’Unione, attraverso regole funzionali ad un processo più veloce ed efficiente. Ad un anno dall’entrata in vigore del nuovo regolamento di procedura (nel seguito “RP”) del Tribunale (1° luglio 2015) e a quasi quattro dall’entrata in vigore del nuovo RP della Corte di giustizia (1° novembre 2012), appare opportuna una riflessione sulla reale portata e sull’utilità delle nuove regole. Inoltre, la stessa struttura della giurisdizione dell’Unione è attualmente al centro di un processo di riforma, ancora in corso, di cui non è facile prevedere l’impatto e gli effetti sul contenzioso dell’Unione europea: si pensi, innanzitutto, al fatto che il regolamento (UE, Euratom) n. 2015/2422 del 16 dicembre 2015, che ha sancito le tappe per il raddoppio del numero dei giudici del Tribunale, non ha chiarito quale sarà la sorte del Tribunale della Funzione Pubblica nel nuovo contesto, lasciando intravvedere un più ampio disegno capace di coinvolgere (e stravolgere) l’articolazione del sistema giurisdizionale europeo scaturito dal Trattato di Nizza.

2. I temi della call for papers

Al fine di avviare il dibattito e la riflessione sul futuro dell’architettura giurisdizionale dell’Unione, si invitano gli studiosi del contenzioso che si svolge dinanzi alla Corte di giustizia dell’UE e del fenomeno dell’integrazione “comunitaria” a presentare contributi di approfondimento. Si segnalano, senza vincoli di assoluto rispetto, i seguenti argomenti.

1) La specializzazione dei giudici dell’Unione. La riforma disegnata dal regolamento (UE, Euratom) n. 2015/2422 del 16 dicembre 2015 sembra preludere al venir meno, pur a perimetro invariato del diritto primario, dei “tribunali specializzati”, di cui l’art. 257 TFUE prevede l’introduzione per conoscere di ricorsi diretti in “materie specifiche”. L’esigenza di “specializzazione” del sapere giudiziario potrà trovare una diversa via di espressione all’interno di organi giurisdizionali nel complesso “generalisti”?

2) La lingua del processo presso la Corte di giustizia. Il multilinguismo rappresenta da sempre una (costosa) sfida, ma al tempo stesso un valore, per la Corte di giustizia. Occorre riflettere se, nell’ottica del rispetto del termine ragionevole del processo non sia possibile trovare soluzioni più efficaci, tutelando al tempo stesso l’identità nazionale ed il diritto di difesa dei singoli.

3) Le nuove regole sulla fase orale. L’obiettivo di una gestione più rapida del processo e l’esperienza maturata con riferimento al contenzioso della proprietà intellettuale ha portato ad una modifica del RP nel senso di consentire ai giudici del Tribunale di evitare, in alcuni casi specifici, la fissazione dell’udienza. Di fronte alla Corte di giustizia, dal 2012, si sono ampliate le possibilità per il giudice di statuire senza udienza, anche nell’ambito del rinvio pregiudiziale. Occorre riflettere se tali modifiche assicurino un equilibrato bilanciamento tra le esigenze di celerità e la tutela del diritto di difesa dei ricorrenti e se siano idonee a ridurre i tempi del processo, senza sacrificare l’ “appetibilità” del ricorso al giudice dell’Unione, che è e rimane fondamentale veicolo di integrazione.

4) Il ruolo delle parti diverse da quelle principali nel processo davanti al giudice dell’Unione. Le riforme del RP del Tribunale e della Corte di giustizia hanno introdotto modifiche all’istituto dell’intervento e della partecipazione al processo pregiudiziale. Appare opportuna una riflessione di ampio respiro sull’efficacia di tali riforme; in particolare, pare interessante valutare se quest’ultima rispetta i diritti di difesa dei terzi e concentrarsi sul contributo che i soggetti che partecipano al procedimento pregiudiziale, anche se non interlocutori “privilegiati” della Corte, possono apportare alla corretta interpretazione del diritto dell’Unione.

5) Le diverse modalità di trattamento delle cause in funzione del rispetto della durata ragionevole del processo. I ricorsi al Tribunale e alla Corte possono seguire un percorso differente a seconda della scelta della modalità di trattamento, effettuata sulla base di esigenze di speditezza del ricorso, sanzionabili attraverso la responsabilità extracontrattuale dell’Unione. Occorre verificare se le possibilità offerte dai regolamenti di procedura consentano una trattazione efficace ed efficiente delle cause.

6) La riservatezza nel processo dinanzi al Tribunale. Il nuovo art. 105 del RP del Tribunale mira a colmare una lacuna normativa riservando un trattamento specifico agli atti o informazioni che interessano la sicurezza dell’Unione o dei suoi Stati membri o il mantenimento delle loro relazioni internazionali. La nuova disciplina, la cui esigenza è stata particolarmente avvertita nel contenzioso sulle c.d. misure restrittive, pone all’attenzione un delicato crocevia tra protezione dei diritti del singolo e affermazione degli interessi generali dell’Unione e dei suoi Stati membri, la cui contrapposizione non è esperienza del tutto nuova nel percorso di integrazione europea.

7) La speciale disciplina del contenzioso in materia di proprietà intellettuale. Le cause relative ai diritti di proprietà intellettuale presentano caratteristiche che giustificano la scelta di distinguerle dalla categoria dei ricorsi diretti proposti in tutte le altre materie, rappresentando, peraltro, un contenzioso di massa in un settore altamente specializzato. Lo studio di queste regole, oltre ad essere diretto a verificarne l’efficacia, presenta l’occasione per una riflessione più ampia sulle diverse modalità di trattazione delle cause in questa materia, anche alla luce dell’eventuale, futura, entrata in vigore dell’accordo sul Tribunale unificato dei brevetti.

I temi indicati rappresentano una selezione delle possibili aree di ricerca nell’ambito dello studio della riforma delle regole processuali, nonché della Corte di giustizia. Sarà possibile, tuttavia, presentare proposte di contributi anche aventi ad oggetto altri temi con riferimento alla riforma delle regole processuali e della Corte di giustizia. Sarà apprezzato un approccio che evidenzi le diverse prospettive di Corte e Tribunale (ed, eventualmente, del Tribunale della Funzione Pubblica).

3. I contributi

Gli Autori potranno proporre il proprio contributo inviando un sintetico elaborato (circa 1.500 parole) ove verranno esposti i principali profili di interesse e spunti di riflessione relativamente al tema scelto.

Le proposte di contributo potranno essere redatte in italiano, inglese e francese e dovranno essere inviate entro il 10 agosto 2016 all’indirizzo processoue.convegnounimi@eurojus.it, insieme ad un curriculum vitae dell’Autore. Entro il 30 agosto 2016, verranno comunicati gli esiti della selezione. Il paper finale (tra le 7.000 e le 10.000 parole) dovrà essere inviato entro il 7 novembre 2016 e sarà oggetto di presentazione e discussione al Convegno nella lingua prescelta. Gli Autori dei contributi selezionati potranno fruire di un rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno.