Danni derivanti da misure restrittive in ambito PESC e azioni di responsabilità contro l’UE


Nella recente sentenza Bank Refah Kargaran c. Consiglio, la Corte di giustizia ha colto un’opportunità per ridefinire l’estensione della propria competenza in ordine alla PESC. In particolare, la Corte ha considerato di poter giudicare sui ricorsi volti a far valere la responsabilità extracontrattuale dell’UE in ordine a decisioni PESC che prevedono misure restrittive individuali – malgrado questo caso non sia espressamente contemplato dai Trattati come una delle ipotesi in cui la sua giurisdizione sussiste -. Il ragionamento della Corte si fonda sull’esigenza di completezza e coerenza del sistema di tutela giurisdizionale, che rientra tra le caratteristiche dello Stato di diritto. L’articolo mira ad analizzare l’argomentazione della Corte, anche alla luce della recente giurisprudenza dell’UE, valutando anche se e quali implicazioni possano ravvisarsi nella pronuncia più in generale in ordine alla PESC.

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The exclusion of the CJEU’s jurisdiction as far as concerns the CFSP has been tempered by the recent ruling in Bank Refah Kargaram v. Council of 6 October 2020. In this judgment, the Court affirmed its competence to adjudicate on actions for damages in respect of restrictive measures set out in CFSP decisions, thereby going beyond the wording of art. 275 TFEU. In the Court’s reasoning, actions for damages contribute to the effectiveness of the judicial protection of the rights of persons affected by restrictive measures, within a complete and coherent system of legal remedies. Therefore, actions for damages related to restrictive measures set out in CFSP decisions must be considered as falling within the jurisdiction of the Court, in order to avoid lacunae in the EU judicial system in CFSP area. This article aims to analyse the Court’s reasoning, also in the light of its recent case-law, and to assess whether the ruling has broader implications for the CFSP in general.

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