Azioni positive e trasformazioni sociali: riflettere sullo sfondo del caso C– 450/18, WA c. Instituto Nacional de la Seguridad Social.


Abstract

 

Il diritto antidiscriminatorio è la primigenia essenza della dimensione sociale europea sebbene in una veste ancillare alla costruzione del mercato interno. Dopo un focus ristretto alle disparità di genere nel contesto occupazionale, è oggi un complesso ampio, variegato e moderno costituito da disposizioni hard e soft law accompagnate da una consolidata giurisprudenza. L’analisi di una recente sentenza sul rinvio pregiudiziale del giudice spagnolo, relativa al gender mainstreaming, metterà in luce i limiti del diritto nell’affrontare quelle inedite condizioni di necessità che travalicano i rigidi, e ormai anacronistici, limiti dell’usuale ripartizione di genere. La questione interessa l’attrito fra la dimensione collettiva e quella individuale dell’eguaglianza sostanziale. Entro la prima si collocano le azioni positive volte al contrasto di fenomeni strutturali di svantaggio a discapito di precise categorie, mentre la seconda riguarda ciascun consociato a prescindere dall’appartenenza di gruppo. Obiettivo dello scritto è mostrare l’opportunità di ricalibrare l’azione antidiscriminatoria in modo speculare ai mutamenti del contesto sociale e alle condizioni di bisogno da questi generate, nonché offrire esempi di tecniche di accertamento soggettivo attingendo da altri ambiti della scienza giuridica e ipotizzandone l’impiego nel caso di specie. Se così non fosse saranno più frequenti le dichiarazioni di discriminazione diretta a danno di uomini come quella espressa dalla Corte di giustizia il 12 dicembre 2019.

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Anti-discrimination law is the primary essence of the European social dimension, albeit in a guise ancillary to the construction of the internal market. After a narrow focus on gender inequalities in the employment context, it is now a broad, diverse and modern complex of hard and soft law provisions accompanied by established case law.  The analysis of a recent judgment on the Spanish court’s preliminary ruling on gender mainstreaming will highlight the limits of the law in addressing those unprecedented conditions of necessity that go beyond the rigid, and now anachronistic, limits of the usual gender distribution. The issue concerns the friction between the collective and the individual dimensions of substantial equality. Within the former one are the positive actions aimed at contrasting structural phenomena of disadvantage to the detriment of precise categories, while the latter one concerns each subsidiary regardless of group membership. The aim of the paper is to show the opportunity – without abandoning the original emancipatory mission of the female figure from classic social and family constraints – in order to recalibrate anti-discrimination action in a way that reflects the changes in the social context and the conditions of need generated by them, as well as to offer examples of subjective assessment techniques drawing from other areas of legal science and by hypothesizing their use in the case in point. If it doesn’t there would be more frequent declarations of direct discrimination against men such as the one expressed by Court of Justice on this occasion.

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