Approvato il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/104/UE: verso un private enforcement effettivo?


  1. 1. Con un breve ritardo rispetto al termine ultimo per il recepimento – fissato al 27 dicembre 2016 – il Consiglio dei Ministri convocato il 14 gennaio u.s. ha approvato il decreto legislativo 19 gennaio 2017, n. 3 di attuazione della direttiva 2014/104/UErelativa alle azioni per il risarcimento del danno derivanti da violazioni delle disposizioni del diritto della concorrenza, ossia recante la disciplina del c.d. private enforcement (per un’analisi del testo della direttiva si rimanda al seguente contributo pubblicato nella presente Rivista: F. Rossi Dal Pozzo, La direttiva sul risarcimento del danno da illecito antitrust. Armonizzazione delle regole nazionali in tema di private enforcement o occasione mancata?, 11 dicembre 2014).

  1. 2. Il decreto in questione, che entrerà in vigore il prossimo 3 febbraio, salvo risibili modifiche formali, riprende per intero lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttivaapprovato in Consiglio dei Ministri il 27 ottobre 2016 (lo schema di decreto e le sue differenziazioni rispetto al testo della direttiva sono stati già analizzati in questa Rivista: L. Zoboli, Private enforcement: verso il recepimento della direttiva sul risarcimento del danno da illecito antitrust, 10 novembre 2016).

  1. 3. Si è diffusamente discusso dei limiti nel testo della Direttiva e dei conseguenti limiti nello schema di decreto attuativo con riguardo alla disciplina da essi contenuta e alla sua effettività nell’affermazione del private enforcement, che finora ha coperto un ruolo evidentemente secondario rispetto al public enforcement (ossia al controllo amministrativo a tutela delle regole antitrust).

  1. 4. Nel testo delcomunicato stampa del Consiglio dei Ministri del 14 gennaio 2017si ribadisce come la disciplina contenuta nel decreto sia proprio volta a “rafforzare gli strumenti a disposizione dei soggetti danneggiati”, nel rispetto dell’art. 19, paragrafo 1, secondo comma, TUE e dell’articolo 17, comma 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea che sanciscono proprio il diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva.Pur riconoscendosi dunque il grande passo avanti che deriva dalla cristallizzazione di una normativa in materia di private enforcement, si ritiene che molti dubbi interpretativi rimangano aperti e che solamente l’affermazione di prassi giurisprudenziali permetterà di chiarirli. In tale contesto, si rimanda alla relazione tenuta dal Professor Bruno Nascimbene in data 14 novembre 2016 – nell’ambito del corso di formazione interdistrettuale della Scuola Superiore della Magistratura svoltosi a Milano – che si sofferma proprio su uno degli aspetti di maggiore criticità della disciplina oggetto di analisi ossia sulla vincolatività dei provvedimenti di condanna delle Autorità garanti della concorrenza.

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