Approvata la legge europea 2013 bis: prevista la chiusura di 8 procedure di infrazione. Ne resterebbero aperte ancora 94


A distanza di un mese dall’approvazione della legge di delegazione europea 2013 secondo semestre, il 21 ottobre scorso, la Camera dei Deputati ha approvato, in seconda lettura, anche il testo definitivo del DDL recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea, legge europea 2013 bis” (non ancora pubblicato in GURI).

 

Come noto, la legge di delegazione europea e la legge europea hanno sostituito – per effetto della riforma attuata dalla legge n. 234/2012- la tradizionale “legge comunitaria”, regolata dalla previgente legge n. 11/2005.

 

In base alla novella del 2012, il disegno di legge di delegazione europea deve essere presentato entro il 28 febbraio di ciascun anno, al fine di offrire continuità al processo di recepimento degli atti dell’UE. Entro il 31 luglio, il Governo ha anche la facoltà di presentare un secondo DDL di delegazione europea (c.d. “II semestre”), qualora rilevino ulteriori esigenze di adeguamento. Nondimeno, il termine del 28 febbraio non è stato rispettato per la presentazione della legge di delegazione europea 2014.

 

Nessuna indicazione temporale è, invece, disposta dalla legge n. 234/2012 per la presentazione del disegno di legge europea, ivi neppure stabilendosi alcunché in merito alla possibile presentazione di una “legge europea II semestre”. Tuttavia, dato il ritardo nell’approvazione dei disegni di legge comunitaria 2011 e 2012 (confluiti, da ultimo, proprio nelle leggi di delegazione europea e legge europea 2013) e in vista dell’avviarsi del Semestre italiano di presidenza, il Governo ha ritenuto opportuno presentare (insieme con un disegno di delegazione europea bis per l’anno 2013, anche) un secondo disegno di legge europea 2013.

 

Il testo approvato mira ad ottenere l’archiviazione di 8 delle 102 procedure di infrazione aperte a carico dell’Italia ed a risolvere 15 casi di EU Pilot.

Si segnala, in particolare, che (i) in tema di libera circolazione delle persone, è eliminato il requisito della cittadinanza italiana come presupposto per beneficiare di borse di studio universitarie per il perfezionamento estero (caso EU Pilot 5015/13/EACU); (ii) le modifiche al T.U. sull’immigrazione (caso EU Pilot 6534/14/HOME) riducono da 18 mesi a 90 giorni la permanenza massima dello straniero irregolare nei Centri di Identificazione ed Espulsione, il rimpatrio potendo essere disposto solo decorsi 180 giorni dal trattenimento irregolare (in luogo dei precedenti 90); (iii) in materia giuslavoristica è disposta, tra l’altro, l’applicazione della disciplina in materia di licenziamenti collettivi anche al personale dirigente (proc. 2007/4652) ed estesa al personale dirigenziale medico sanitario la disciplina del riposo giornaliero (proc. 2011/4185).

Spetta ora alla Commissione europea valutare la possibilità di estinguere le procedure in corso a carico dell’Italia, nei cui confronti ne resterebbero comunque ancora aperte 94.

Dal testo definitivo, risulta espunta (sulla base di decisione adottata in Senato) la norma (art. 30, già art. 23 dell’originario disegno di legge) volta ad introdurre la responsabilità diretta del giudice, che si è ritenuto dovrebbe trovare una più opportuna collocazione in una sistematica riforma della giustizia.

È stata eliminata altresì la previsione (contenuta nel medesimo articolo) relativa alla responsabilità dello Stato per violazione manifesta del diritto dell’Unione da parte di un organo giurisdizionale di ultimo grado, che avrebbe dovuto condurre, almeno nelle intenzioni del legislatore, all’archiviazione della procedura n. 2009/2230, relativa al persistente inadempimento accertato dalla Corte di giustizia nella causa C-379/2010.

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